Che cos'è il diritto di abitazione e a chi spetta
Il diritto di abitazione è previsto dal codice civile. L'articolo 1022 stabilisce che chi ne è titolare può abitare la casa limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia. La Corte di cassazione ha precisato che questo limite non ha carattere quantitativo o spaziale: indica la destinazione dell'immobile all'abitazione del titolare e della sua famiglia, con esclusione di usi diversi (Cass. civ., sez. II, sentenza n. 14687/2014).
L'articolo 1023 precisa che nella famiglia si comprendono anche i figli nati dopo che il diritto è cominciato, i figli adottivi e quelli riconosciuti, e le persone che convivono con il titolare per prestare a lui o alla sua famiglia i loro servizi. Il testo non nomina il convivente di fatto: se possa rientrare nella famiglia dell'abitatore è una questione di interpretazione, non scritta nella norma.
Per chiedere il rilascio della casa bisogna essere proprietari?
No, secondo la sentenza n. 3088/2026 del Tribunale di Catanzaro. Il titolare di un diritto di abitazione su un immobile è legittimato ad agire per la restituzione del bene nei confronti di chi lo detiene senza titolo, a prescindere da chi ne sia il proprietario.
Il caso, descritto qui in forma generica, riguardava una coppia non sposata e una casa sulla quale uno dei due vantava un diritto di abitazione. Dopo la fine della convivenza, l'ex convivente aveva continuato a vivere nella casa. In seguito la coabitazione con i figli minori era venuta meno e il titolare del diritto di abitazione ha chiesto il rilascio.
La persona che occupava la casa aveva eccepito che chi agiva non fosse proprietario, ma solo titolare di un diritto di abitazione. Il Tribunale ha respinto l'eccezione e ha ordinato il rilascio dell'immobile.
Azione di restituzione e azione di rivendicazione: perché la differenza conta
Il Tribunale ha qualificato l'azione come personale di restituzione. Nella ricostruzione pubblicata, la permanenza dell'ex partner nella casa trovava fondamento nella coabitazione con i figli minori, poi venuta meno. La distinzione fra azione di rivendicazione e azione di restituzione è stata chiarita dalle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 7305/2014): la rivendicazione si fonda sulla proprietà, la restituzione su un rapporto obbligatorio.
Le Sezioni Unite hanno aggiunto che l'azione di restituzione non può sostituire la rivendicazione quando il rilascio è chiesto a chi dispone del bene senza alcun titolo, nemmeno all'origine. Il confine fra le due azioni dipende dai fatti di ciascun caso.
Le difficoltà economiche e l'altra casa del titolare cambiano la qualificazione?
Nel caso esaminato no. Secondo il Tribunale, né la disponibilità di un'altra abitazione da parte del titolare del diritto di abitazione né le precarie condizioni economiche di chi occupa la casa incidono sulla qualificazione giuridica dell'occupazione.
L'indennità per l'occupazione è automatica?
No. Insieme al rilascio, il titolare del diritto di abitazione aveva chiesto un'indennità per l'occupazione senza titolo. Il Tribunale l'ha respinta, perché chi la chiedeva non aveva allegato né dimostrato il danno. Ha inoltre escluso una liquidazione in via equitativa, perché presuppone l'accertamento di un danno e non può supplire alle carenze di prova della parte.
Sul punto le Sezioni Unite della Cassazione hanno escluso che il danno da occupazione senza titolo di un immobile, in un caso fra privati, sia in re ipsa, cioè presunto per il solo fatto dell'occupazione (sentenza n. 33645/2022). Secondo le Sezioni Unite il proprietario deve allegare e provare il danno conseguenza, ossia la perdita della concreta possibilità di godere del bene, e la prova può essere data anche per presunzioni. Se il danno esiste ma non è quantificabile, è ammessa la liquidazione equitativa.
Che valore ha questa sentenza
Dalle sintesi consultate non risulta che la sentenza fissi una regola per ogni ex convivente che resti nella casa dopo la fine della relazione: la decisione riguarda un caso concreto. Per la casa familiare assegnata con un provvedimento del giudice si rinvia al contributo di questo blog dedicato alla revoca dell'assegnazione della casa familiare.
Il testo integrale della sentenza non risulta consultabile liberamente: le informazioni riportate in questo articolo derivano da due sintesi editoriali pubblicate online, una delle quali di una banca dati che produce le sintesi con strumenti automatici. Le due sintesi concordano su numero, anno e sui principi qui riportati.