Una sentenza del Tribunale di Catanzaro distingue il diritto di abitare la casa dalla proprietà dell'immobile e respinge l'indennità per l'occupazione non dimostrata

Casa occupata dall'ex convivente: per il Tribunale di Catanzaro il titolare del diritto di abitazione può chiederne il rilascio anche se non è proprietario

Avv. Lucia Paola Terlizzi · Avvocato civilista a Prato — Foro di Prato dal 2007 ·

Cosa serve sapere prima di leggere

Secondo il Tribunale di Catanzaro (sentenza n. 3088/2026), per chiedere la restituzione di una casa occupata senza titolo non è necessario esserne proprietari: può agire anche chi vanta un diritto di abitazione sull'immobile, con un'azione personale di restituzione. Nel caso esaminato, dopo la fine di una convivenza, la permanenza dell'ex partner nella casa trovava fondamento nella coabitazione con i figli minori: venuta meno questa, il Tribunale ha qualificato l'occupazione come senza titolo e ha ordinato il rilascio. Ha invece respinto la richiesta di indennità per l'occupazione, perché il danno non era stato dimostrato. Anche secondo le Sezioni Unite della Cassazione il danno da occupazione senza titolo non si presume: va allegato e provato. È la decisione di un singolo tribunale su un caso concreto, non una regola valida per ogni situazione.

Che cos'è il diritto di abitazione e a chi spetta

Il diritto di abitazione è previsto dal codice civile. L'articolo 1022 stabilisce che chi ne è titolare può abitare la casa limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia. La Corte di cassazione ha precisato che questo limite non ha carattere quantitativo o spaziale: indica la destinazione dell'immobile all'abitazione del titolare e della sua famiglia, con esclusione di usi diversi (Cass. civ., sez. II, sentenza n. 14687/2014).

L'articolo 1023 precisa che nella famiglia si comprendono anche i figli nati dopo che il diritto è cominciato, i figli adottivi e quelli riconosciuti, e le persone che convivono con il titolare per prestare a lui o alla sua famiglia i loro servizi. Il testo non nomina il convivente di fatto: se possa rientrare nella famiglia dell'abitatore è una questione di interpretazione, non scritta nella norma.

Per chiedere il rilascio della casa bisogna essere proprietari?

No, secondo la sentenza n. 3088/2026 del Tribunale di Catanzaro. Il titolare di un diritto di abitazione su un immobile è legittimato ad agire per la restituzione del bene nei confronti di chi lo detiene senza titolo, a prescindere da chi ne sia il proprietario.

Il caso, descritto qui in forma generica, riguardava una coppia non sposata e una casa sulla quale uno dei due vantava un diritto di abitazione. Dopo la fine della convivenza, l'ex convivente aveva continuato a vivere nella casa. In seguito la coabitazione con i figli minori era venuta meno e il titolare del diritto di abitazione ha chiesto il rilascio.

La persona che occupava la casa aveva eccepito che chi agiva non fosse proprietario, ma solo titolare di un diritto di abitazione. Il Tribunale ha respinto l'eccezione e ha ordinato il rilascio dell'immobile.

Azione di restituzione e azione di rivendicazione: perché la differenza conta

Il Tribunale ha qualificato l'azione come personale di restituzione. Nella ricostruzione pubblicata, la permanenza dell'ex partner nella casa trovava fondamento nella coabitazione con i figli minori, poi venuta meno. La distinzione fra azione di rivendicazione e azione di restituzione è stata chiarita dalle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 7305/2014): la rivendicazione si fonda sulla proprietà, la restituzione su un rapporto obbligatorio.

Le Sezioni Unite hanno aggiunto che l'azione di restituzione non può sostituire la rivendicazione quando il rilascio è chiesto a chi dispone del bene senza alcun titolo, nemmeno all'origine. Il confine fra le due azioni dipende dai fatti di ciascun caso.

Le difficoltà economiche e l'altra casa del titolare cambiano la qualificazione?

Nel caso esaminato no. Secondo il Tribunale, né la disponibilità di un'altra abitazione da parte del titolare del diritto di abitazione né le precarie condizioni economiche di chi occupa la casa incidono sulla qualificazione giuridica dell'occupazione.

L'indennità per l'occupazione è automatica?

No. Insieme al rilascio, il titolare del diritto di abitazione aveva chiesto un'indennità per l'occupazione senza titolo. Il Tribunale l'ha respinta, perché chi la chiedeva non aveva allegato né dimostrato il danno. Ha inoltre escluso una liquidazione in via equitativa, perché presuppone l'accertamento di un danno e non può supplire alle carenze di prova della parte.

Sul punto le Sezioni Unite della Cassazione hanno escluso che il danno da occupazione senza titolo di un immobile, in un caso fra privati, sia in re ipsa, cioè presunto per il solo fatto dell'occupazione (sentenza n. 33645/2022). Secondo le Sezioni Unite il proprietario deve allegare e provare il danno conseguenza, ossia la perdita della concreta possibilità di godere del bene, e la prova può essere data anche per presunzioni. Se il danno esiste ma non è quantificabile, è ammessa la liquidazione equitativa.

Che valore ha questa sentenza

Dalle sintesi consultate non risulta che la sentenza fissi una regola per ogni ex convivente che resti nella casa dopo la fine della relazione: la decisione riguarda un caso concreto. Per la casa familiare assegnata con un provvedimento del giudice si rinvia al contributo di questo blog dedicato alla revoca dell'assegnazione della casa familiare.

Il testo integrale della sentenza non risulta consultabile liberamente: le informazioni riportate in questo articolo derivano da due sintesi editoriali pubblicate online, una delle quali di una banca dati che produce le sintesi con strumenti automatici. Le due sintesi concordano su numero, anno e sui principi qui riportati.

Domande frequenti

Per chiedere il rilascio di una casa occupata senza titolo bisogna esserne proprietari?

Non necessariamente. Secondo il Tribunale di Catanzaro, anche il titolare di un diritto di abitazione è legittimato ad agire per la restituzione dell'immobile nei confronti di chi lo detiene senza titolo, a prescindere dalla proprietà del bene.

Che differenza c'è fra azione di restituzione e azione di rivendicazione?

La rivendicazione si fonda sulla proprietà del bene, la restituzione su un rapporto obbligatorio: è la distinzione indicata dalle Sezioni Unite della Cassazione. Secondo le stesse Sezioni Unite, la restituzione non può sostituire la rivendicazione quando manca ogni titolo, anche originario.

L'indennità per l'occupazione di una casa senza titolo spetta automaticamente?

No. Secondo le Sezioni Unite, in caso di occupazione senza titolo fra privati il danno non si presume per il solo fatto dell'occupazione: il proprietario deve allegare e provare la perdita della concreta possibilità di godere del bene, anche per presunzioni. Nel caso deciso a Catanzaro la richiesta è stata respinta perché il danno non era stato dimostrato.

La sentenza di Catanzaro vale per tutti i casi di ex conviventi che restano nella casa?

No. È la decisione di un tribunale su un caso specifico e non fissa una regola generale: ogni situazione dipende dai fatti, dai titoli di cui le parti dispongono e dagli eventuali provvedimenti del giudice.

Il presente contributo ha finalità divulgative e informative e non costituisce parere legale né consulenza professionale. Le indicazioni fornite hanno carattere generale e non possono sostituire l'esame del caso concreto.

  • Codice civile, art. 1022 — diritto di abitazione: limitato ai bisogni del titolare e della sua famiglia.
  • Codice civile, art. 1023 — ambito della famiglia del titolare del diritto di abitazione.
  • Cass. civ., sez. II, sentenza 27 giugno 2014, n. 14687 — il limite dei bisogni ex art. 1022 c.c. ha carattere qualitativo, non quantitativo o spaziale.
  • Cass. civ., Sezioni Unite, sentenza 28 marzo 2014, n. 7305 — distinzione fra azione di rivendicazione e azione di restituzione.
  • Cass. civ., Sezioni Unite, sentenza 15 novembre 2022, n. 33645 — il danno da occupazione senza titolo di un immobile non è in re ipsa.
  • Tribunale di Catanzaro, sentenza n. 3088/2026 — legittimazione del titolare del diritto di abitazione all'azione di restituzione; indennità per l'occupazione respinta per mancata prova del danno (sintesi editoriali; testo integrale non consultato; numero e anno verificati su due fonti; sezione e giorno non indicati).

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